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tre giorni
Itinerari


    Itinerari da TRE GIORNATE:

     

Il romanico nel lecchese

L'itinerario permette di visitare tutti i diversi "luoghi" del territorio lecchese: i monti, la pianura brianzola ed il lago.

PRIMO GIORNO
Il primo giorno è quello dedicato ai monti, con la visita ad un complesso situato in una radura sui monti sopra l'abitato di Lecco e ai laghi brianzoli.

Dall'abitato di Civate si sale lungo una ripida mulattiera immersa nel bosco, fino ad arrivare dopo un'ora circa, al complesso di San Pietro al Monte,
costituito dai due edifici, posti frontalmente, che presentano una muratura in conci di pietra sbozzati.

La chiesa di San Pietro al Monte è costituito da una navata unica nella quale si aprono due absidi contrapposte, una ad est e l’altra ad ovest. Internamente si ha programma pittorico caratterizzato dall’alta qualità stilistica: nell’abside di sinistra sono affrescati alcuni “Angeli”, un “Cristo benedicente tra i Serafini ed i Cherubini”, mentre nella volta si possono ammirare gli “Angeli dell’Apocalisse”. Nell’abside di destra sono raffigurati invece una serie di “Santi”, un “Cristo benedicente” e nelle volte i simboli dei quattro Evangelisti.
L’oratorio di San Benedetto, posto di fronte allo scalone della chiesa di San Pietro, è successivo alla creazione di quest’ultima e risale alla fine del secolo XI.
Nell’abside, sopraelevata rispetto alla navata, è contenuto un altare in pietra del XII secolo in cui sono affrescati, sui tre lati, “Cristo tra la Vergine e San Giovanni”, “San Benedetto” e “Sant’Andrea”.



SECONDO GIORNO
Il secondo giorno lo si dedica alle bellezze architettoniche ed agli scorci paesaggistici del Lario.
Il percorso ha inizio da Varenna, dove si possono ammirare il Castello di Vezio e le chiese di San Giorgio e San Giovanni Battista, ambedue di origine romanica e contraddistinte da pregevoli affreschi. Da non perdere la visita a Villa Monastero, una spledida villa di delizia, oggi luogo di convegni, costruita tra il XVI e XVII secolo, inserita in un giardino curato nei minimi dettagli.

L'itinerario si snoda poi per Bellano, con una sosta per visitare la chiesa dei SS. Nazaro e Celso, caratterizzata dal parmaento murario esterno in fasce di marmo bianco alternate a marmo nero. La chiesa , di origine romanica, presenta all'interno affreschi di notevole valore artistico. Da non dimenticare poi la chiesa di San Nicolao, sconsacrata, con affreschi del XIV secolo.
A Bellano è possibile visitare anche l'Orrido, l'ccezionale spettacolo di salti d’acqua e cascate creato dal fiume Pioverna pochi metri prima di finire la sua corsa nel lago.

Piona, frazione di Colico, è la meta finale del percorso considerato, luogo di straordinaria bellezza, capace di trasmettere serenità e armonia con la natura.
Il Complesso abbaziale di San Nicolò è senza dubbio uno degli edifici più caratteristici del lecchese, con i chiostri regolari e l'architettura semplice ed essenziale. Internamente si hanno affreschi modificati in epoche successive a quella di origine e due leoni in marmo usati ora come base per le acquasantiere. Nel porticato si hanno dipinti dei secoli XIII, XIV e XV; di particolare rilevanza quello raffigurante il “Ciclo dei Mesi”.
Sempre a Colico, in località Villatico, sorge un'altra chiesa di epoca romanica, anche se di quest'epoca è oggi rimasta solo l'abside: la chiesa di San Rocco, con tracce pittoriche di epoca rinascimentale.



TERZO GIORNO
L'ultimo giorno di questo itinerario alla scoperta del romanico lecchese si situa nella pianura brianzola, con la visita di diversi importanti monumenti.

Il percorso inizia Oggiono, dove si trova il battistero di San Giovanni Battista, uno dei pochi battisteri a pianta centrale che presenta ancora leggibili le caratteristiche architettoniche romaniche.
Internamente all'edificio è ancora visibile l'antico fonte battesimale e le
pareti interne sono conservano affreschi del XV e XVI secolo che rappresentano diversi santi.

Nel pomeriggio si prosegue poi verso Calco, in frazione Arlate, in cui si può ammirare la chiesa dei Santi Colombano e Gottardo, eretta tra il secolo XI e il XII secolo in una suggestiva zona sopraelevata, faceva parte di un complesso monastico cluniacense, Internamente è da ammirare un "Cristo Pantocratore” della fine del XIII secolo.

Merita infine una visita il complesso del Santuario di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte. Il complesso, che sorge in prossimità delle sponde del fiume Adda, comprende la piccola chiesa d’origine romanica dedicata alla Beata Vergine, il campanile del XVIII secolo, e due chiostri. Una leggenda molto curiosa è legata alla storia di questo edificio: nel 1480 venne ritrovata, sotto una tomba, una sorgente d’acqua che, in seguito a prodigiose guarigioni, venne ritenuta miracolosa. Su di essa venne creata una fontana, o avello, oggi ancora individuabile in una sorta di pozzo.


 
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