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COLICO, Piona - Complesso abbaziale di San Nicolò


COLICO, Villatico - Chiesa di San Rocco

 

COLICO, Piona - Complesso abbaziale di San Nicolò

Il complesso dell’abbazia di San Nicolò, che sorge suggestivo sulla piccola penisola di Piona, affonda le sue radici in età longobarda e rappresenta una delle più alte testimonianze di romanico lombardo. Una stele del 616 d.C., conservata nel chiostro, attesta la nascita, per volere del Vescovo di Como, Agrippino, di un piccolo oratorio dedicato a Santa Giustina. Le tracce della successiva ricostruzione romanica dell’oratorio sarebbero riscontrabili nell’isolata abside situata dietro la chiesa attuale.

Attorno a questo nucleo antico, già a partire dal secolo XI, iniziarono i lavori per la costruzione del monastero cluniacense e dell’attuale chiesa, dedicata a San Nicolò. La sobria facciata a capanna della chiesa, costituita da muratura in pietra locale, è decorata da una fascia di archetti pensili e interrotta da una monofora centrale.
I fianchi dell’edificio sono decorati da lesene e da archetti. Il campanile, che venne realizzato nel XVIII secolo, sostituisce quello originario del XII secolo.

All'interno l’edificio, a navata unica terminante con abside semicircolare, presenta delle pareti in pietra e un soffitto in travi lignee.
La decorazione, in precario stato di conservazione, è falsata da interventi di ripresa e di restauro: nel catino absidale, tuttavia, è possibile ammirare un Cristo Pantocratore con i simboli degli Evangelisti e, al di sotto, una serie di Apostoli.

Sull’arco è dipinta una rappresentazione di Cristo sostenuto da angeli. Ai lati, due gruppi di sei Apostoli acclamano la manifestazione del Cristo. Gli affreschi, che risalgono alla seconda metà del XII secolo, sono da considerarsi, per il realismo e l’enfatizzazione della linea del panneggio, espressioni del tardo romanico.



Da segnalare, all'ingresso della chiesa, due curiosi leoni stilofori in marmo, oggi usati per sostenere le acquasantiere.


Accanto alla chiesa sorge il quadrangolare chiostro dell’abbazia, costruito tra il 1252 e il 1257. La sua peculiarità è rappresentata sia dalla diversità dei materiali usati (marmo bianco e rosa, mattone rosso, moltrasio scuro), sia dalla varietà decorativa: le quarantuno colonne e i quattro pilastri del chiostro, infatti, sono sormontati da capitelli variamente decorati con motivi fitomorfi e zoomorfi.

Al di sopra delle colonne si innalzano archi a tutto sesto in laterizio che sorreggono la muratura a fasce alterne in marmo bianco e scuro.
Gli ampi porticati racchiudono dipinti dei secoli XIII, XIV e XV; gli affreschi più interessanti sono quelli del XIII secolo che rappresentano il “Ciclo dei Mesi”, caratterizzato da vivacità esecutiva.



Questa decorazione, riconoscibile nonostante le ampie parti mancanti, si sviluppa su due registri: in quello superiore sono descritti i mesi dell’anno attraverso le attività lavorative degli uomini; in quello inferiore sono rappresentate scene del “Martirio dei Santi”.


La corrispondenza tra i due registri figurativi, benché inconsueta, non è casuale: le scene dei martiri sono accostate a quelle dei mesi in quanto corrisponderebbero al calendario usato nell’abbazia, secondo il
rito patriarchino. Tra gli affreschi emerge, per l’insolito soggetto e per l’evidente intento didascalico, la “Tentazione di San Benedetto” in cui il Santo, per sfuggire alle tentazioni del diavolo che si presenta con sembianze femminili, si getta nudo tra i rovi.

Sul lato orientale del chiostro si trova la sala capitolare, recentemente restaurata. E’ornata da splendidi stalli con spalliere in legno, opera di scuola veneziana del XVIII secolo.

 

 

COLICO, Villatico - Chiesa di San Rocco

I lavori di ampliamento e di ristrutturazione che dal XIV al XVII secolo modificarono la struttura della chiesa di San Rocco - originariamente dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano - hanno risparmiato esclusivamente la piccola abside romanica.
Le tracce pittoriche rinascimentali, che affiorano sulle pareti e sull’abside, seguono probabilmente un ciclo preesistente.




Le fotografie dell'Abbzia di San Nicolò, escluse quelle dell'abside di Santa Giustina e del chiostro, sono di Marco Capovilla e Gianni Peverelli


 
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